Nuovo rifugio Gervasutti

by Marta Malavasi

Ghiacciaio del Fréboudze, Massiccio del Monte Bianco, 2835 km s.l.m., Italia.

Progetto: LEAPfactory.

Non molti riusciranno a godere in prima persona del nuovo rifugio Gervasutti, progettato da LEAPfactory, una società italiana che produce e idea strutture modulari dal minimo impatto sull’ambiente. La struttura sorge a 2835 km sul livello del mare su uno sperone roccioso e per raggiungerla bisogna essere esperti scalatori.

Il nuovo bivacco è stato intitolato a Giusto Gervasutti, un eroico alpinista che nel 1942 riuscì a superare, con arrampicata libera, la parete Est delle Grandes Jorasses, che sovrasta la Val Ferret. Nel 1948, per celebrare l’impresa, una Sottosezione del Sucai edificò un bivacco proprio nel punto in cui tutt’ora è presente il nuovo rifugio. La prima costruzione, a causa di vari danneggiamenti, fu totalmente ricostruita nel 1961.

La nuova costruzione è il risultato di ricerche approfondite, in quanto i materiali e le tecnologie adottati devo essere capaci di rispondere alle temperature estreme e alle difficoltà di installazione e costruzione.

Ogni modulo è interamente prefabbricato, dal guscio esterno alle finiture interne. Ogni elemento è stato trasportato da elicotteri e assemblato sul posto nel giro di poche ore.

La struttura modulare è un modo ideale per risolvere le specifiche esigenze di ogni località e permette una facile sostituzione nel corso del tempo.

La zona giorno si affaccia con una grande finestra sul paesaggio circostante ed è dotata di una cucina, un tavolo e sedute. La zona notte è fornita di letti a castello e un deposito per gli attrezzi.

Una stazione di monitoraggio fornisce informazioni istantanee sul comfort interno e sulle condizioni meteo esterne ed elabora dati che possono essere distribuiti via web. Il fabbisogno totale elettrico è fornito da pannelli fotovoltaici integrati nel guscio esterno.

LEAP si è ispirato al gruppo di avanguardia architettonica Archigram, che negli anni ’60 ha ideato The Walking City, costituita da edifici intelligenti o grandi robot, come i ‘Living Pod’, capsule autosufficienti ideali per la sopravvivenza in situazioni ostili.

www.leapfactory.it

Advertisements