Impression of the Infinite

by Marta Malavasi

Béziers, France.

Progetto: MetamorphOse.

Cinque architetti belgi, fondatori di MetamorphOse, hanno realizzato un’istallazione per Technilum, esposta al festival ‘Heureuse Coincidence’.

L’opera si compone di specchi, sfere in PVC e piccoli elementi fosforescenti, che non cambiano il paesaggio fisico, ma semplicemente il nostro modo di osservarlo. Gli specchi sono “positioned like morning dew on artificial blades of grass”e restituiscono un’immagine deformata dell’ambiente. Le parole degli autori specificano l’intento del progetto:

“By representing the environment in this way, each event is multiplied by its reflected image, a 360° mirror which also reflects the images reflected by the other globes, generating infinite reflections in a series of multiple, yet concomitant worlds.”

Nel corso della giornata, il mutare delle condizioni di luce offre differenti percezioni del luogo, sino a quando si avvicina la penombra e gli unici oggetti visibili sono le piccole palline fosforescenti in successione.  ”The cloud of reflections transforms into a cloud of fireflies.”

Il progetto è “a simple gesture”, che da solo riesce ad avere un impatto sul modo di percepire lo spazio.

Gli architetti hanno così spiegato il significato del loro lavoro: “The intervention adopts the symbol of the butterfly effect, relaying the idea that even the smallest element can have a phenomenal impact on its environment. A symbol conveyed th rough the project’s double character, that of catalyst and multiplier.”


metamorphose-architecture.weebly.com