Reclaim

by Marta Malavasi

Padiglione del Regno del Bahrain

12. Mostra Internazionale di Architettura.

Artiglierie, Arsenale di Venezia.

Curatore: Noura Al-Sayeh, Fuad Al-Ansari.

Vincitore del Leone d’oro, il Regno del Bahrain è stato premiato per le sue architetture transitorie, presentate come elementi capaci di rivendicare il mare come spazio pubblico.

Al centro dell’installazione, intitolata Reclaim, sono collocate tre capanne di pescatori, sradicate dai siti originari ad esprimere il disagio dell’attuale rapporto tra territorio mal urbanizzato e il mare. Le costruzioni sono state acquistate, studiate e smantellate nel Bahrain e, in seguito, ricostruite nel Padiglione.

In linea con il tema della Biennale, People meet in architecture, la struttura permette ai visitatori di sperimentare in prima persona l’architettura e, grazie ad una serie di interviste, di conoscere il punto di vista di alcuni architetti riguardo  al loro rapporto con il mare.

‘The Sea Interviews ‘, diretto dal produttore cinematografico Mohammed Rashid Bu Ali, sono il risultato di una ricerca condotta dal Bahrain Urban Research Team lungo le coste dell’isola, durante i mesi di aprile e maggio 2010.

Il Bahrain Research Team, composto da sei giovani ricercatori, è stato responsabile di un ampio studio, che ha esaminato i cambiamenti geografici e urbani delle zone costiere dal 1930 fino ad oggi, nonché i fattori sociali, politici ed economici che hanno contribuito a questa evoluzione.

Il fotografo Camille Zakharia, ha documentato con il suo lavoro, A Coastal Promenade, la varietà del paesaggio litoraneo.

Reclaim è un’indagine dei cambiamenti socio-politici che hanno portato alla situazione attuale, con lo scopo di incitare un dibattito sul futuro.

Questa architettura senza architetti, grazie alla sua immediatezza, esprime la ricerca di un rapporto più diretto con il mare.

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