The Ark

by Marta Malavasi

Old Seeds for a New Cultures.

Padiglione Grecia, 12. Mostra Internazionale di Architettura.

Giardini della Biennale di Venezia.

Curatori: Phoebe Giannisi, Zissis Kotlonis

Nel greco antico la parola Ktisis ora legata alle attività costruttive, stava a significare “diserbare, preparare il suolo per  la semina e la coltivazione”. In epoche successive questo termine è stato associato alla parola ‘costruzione’ e ‘fondazione’.

L’evoluzione di questo vocabolo ha portato a considerare l’architettura in una duplice prospettiva: sia come attività di pianificazione degli edifici, che come attività di organizzazione degli spazi aperti e naturali.

Questo progetto cerca di reintrodurre nell’architettura contemporanea il suo antico significato di cultura, rapportato sia all’agricoltura che alla civiltà.

People meet within culture.


Questa concezione è derivata dalla considerazione degli aspetti negativi della Crisi economica, che sta colpendo la Grecia e tutto il Mondo. Questa crisi ha portato la recessione della produttività e delle attività dell’uomo nelle città e in tutti gli ambienti artificiali. Oltre i confini delle metropoli, l’agricoltura sta attraversando un tracollo dopo il fallimento delle monocolture meccanizzate. La crisi del settore agricolo incide inevitabilmente sulla disponibilità e sulla qualità dei prodotti, e quindi sull’alimentazione.

Al tempo stesso le dure condizioni della vita nelle città hanno fatto volgere l’attenzione alla campagna, che assume valore di risorsa vitale, fornendo nuove prospettive di lavoro, una migliore qualità della vita, la formazione di comunità e lo sviluppo di attività collettive.

L’architettura deve andare oltre i confini dell’edificio. Deve essere impiegata anche come strumento per la pianificazione del territorio. Territorio inteso come coltura: coltura di piante, ma anche di civiltà, comunicazioni e scambi.

Il progetto The Ark evidenzia il legame che esiste tra il prodotto e i semi che coltiviamo, il tipo di paesaggio in cui viviamo e come entrambi vengano da noi metabolizzati.  Metabolismo non inteso come processo biologico, ma come processo culturale. Il peggioramento della nostra alimentazione è sintomo di un deterioramento culturale, della storia e della memoria.

L’Arca è un contenitore, che custodisce materiale da tramandare e da conservare.

L’Arca è una cucina, uno spazio dove trasformare i semi e le piante in cibo.

L’Arca è una “reminiscenza dell’antico significato di salvazione, ma non nell’accezione biblica”, spiega l’architetto Phoebe Giannisi. L’idea gerarchica di paternità è sostituita da quella di networking. Il progetto è stato sviluppato da un ampio gruppo di persone che hanno raccolto semi, piante e frutti da tutta la Grecia, con l’intento comune di riavvicinare lo spettatore alla terra.

www.greekark.com